Casa Tellier

“Credo che sia almeno uguale a Boule de suif, se non superiore”, scrisse Maupassant di La maison Tellier.
Avendo letto Boule de suif e non essendone rimasto entusiasta, devo convenire con l’autore che probabilmente questa vivace e giocosa rappresentazione di una casa d’appuntamento nella provincia francese dell’Ottocento è uno dei pezzi di bravura che hanno contribuito alla fama di Maupassant come scrittore capace di un realismo ricco ed efficace, magari rivolto alla narrazione di argomenti licenziosi, insomma non proprio una lettura per educande.
Sappiamo che l’autore era molto di più, che la sua bravura era forse superiore alla sua stessa fama. Riprendendo la lezione di Flaubert, dell’autore perfezionista, tecnico magnifico della narrazione e dello stile, Maupassant dimostra un’abilità eccezionale, sia nel tratteggiare scene di costume, che nel
delineare storie di sentimenti oscuri e primordiali, nel raccontare i più profondi abissi dell’umano, raffigurando il terrore e la follia. Sappiamo anche che lo stesso Flaubert seguì le sue prime prove letterarie e aiutò il suo allievo a raggiungere il livello stilistico che ancora oggi possiamo ammirare.

La maison Tellier esprime l’aspetto sorridente e alquanto irrispettoso dello scrittore, poco tenero nei confronti delle ipocrisie di una società perbenista. Alcune novelle fanno già pensare ad alcuni magnifici pezzi dei Contes de la bécasse : Se però in questi Maupassant esprime un’incredibile capacità di rappresentare la vita di paese, in La maison Tellier un racconto come En famille insiste sulla descrizione di una vita borghese, quella dell’impiegato Caravan, tratteggiato con una stupefacente abilità e sottoposto a una sconvolgente analisi psicologica. Sicuramente il testo delinea personaggi e storie ben conosciuti all’autore, che sperimentò direttamente la vita degli impiegati nel periodo in cui lavorò (come il Caravan) presso il Ministero della Marina. Si può anche notare che En famille non è la sola storia in cui l’autore parla del Ministero e della vita da impiegato.
La comicità, la voluta accentuazione degli aspetti comici o grotteschi di alcune rappresentazioni non risultano però del tutto divertenti. C’è sempre in Maupassant una sorta di retrogusto amaro, che impedisce di godere pienamente delle sue narrazioni. Questo deriva dalla distanza che si manifesta tra la concezione del mondo dell’autore e quella della società in cui gli è capitato di vivere. Quello di Maupassant è un approccio critico, che gli consente di giudicare e condannare le convinzioni del suo tempo.
Qualche volta poi uno spirito di umana comprensione e solidarietà si affaccia nella narrazione e prorompe, più forte delle convenzioni sociali. Lo si vede ad esempio in Histoire d’une fille de ferme, un minuscolo romanzo d’appendice, in cui il timore e l’autocolpevolizzazione della ragazza madre vengono di fatto superate da un’esplosione di buonsenso contadino.

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